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  08 maggio 2019

Keith Flint, potrebbe non essersi trattato di suicidio

Il medico legale ha rilasciato un verdetto aperto

La prima sentenza era arrivata senza ombra di dubbio, anche dagli stessi compagni di band nel post fatto sui loro social: la causa della morte di Keith Flint - quarantanovenne leader dei Prodigy scomparso lo scorso marzo - è da archiviarsi come suicidio.

A distanza di settimane, però, il medico legale che si è occupato del caso ha avanzato dei dubbi. L'ultimo parere del coroner Caroline Beasley Murray è che, tutto considerato, manchi l'evidenza decisiva per depennare il fatto come suicidio: "Ho considerato l'ipotesi di suicidio. Per poterla registrare avrei dovuto trovare che, tenuto conto delle probabilità, Mr. Flint avesse preso la decisione e agito deliberatamente sapendo che le sue azioni avrebbero causato la sua morte. Considerate tutte le circostanze trovo non ci siano prove evidenti a sufficienza".

Nel corpo di Flint sono state trovate tracce di cocaina, alcol e codeina ma il coroner si è chiesto se Flint non si stesse solo divertendo quando qualcosa è andato per il verso sbagliato e quindi, stando al calcolo delle probabilità, ha deciso di lasciare aperto il verdetto.

Keith Flint, potrebbe non essersi trattato di suicidio