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  25 marzo 2020

Dave Grohl è arrivato su Instagram : @davestruestories

Il leader dei Foo Fighters ha aperto un account personale per raccontare le sue storie

Avete un nuovo account da seguire su Instagram che risponde al nome di @davestruestories e appartiene a nessun altro se non al leader dei Foo Fighters Dave Grohl che fino ad ora si era limitato ad affidare le proprie comunicazioni al profilo ufficiale della band.

Lo scopo, però, pare che questa volta sia diverso e l'account non avrà a che fare direttamente con la band ma verrà usato per raccontare storie e portare gioia al mondo, un altro modo per passare questi giorni oscuri fatti di quarantena, preoccupazioni e tour annullati.

Il primo - per ora unico - post di @davestruestories rilanciato anche dalla pagina dei Foo Fighters riporta la seguente nota:


"Ciao. Mi chiamo Dave. Qualche volta suono la batteria. Qualche volta suono la chitarra. Altre volte racconto storie. Sono attualmente in cerca di qualcosa da fare, quindi ho pensato di passare il tempo scrivendo delle brevi, vere storie che faranno sorridere le persone (e inoltre non sono assolutamente in grado di rimanere seduto con le mani in mano).

Mia madre era una brillante insegnante di inglese, mio padre un fantastico scrittore di discorsi, quindi decisi di comportarmi da ribelle e di non prestare attenzione alla grammatica e/o alla punteggiatura quando ero a scuola. (Quello, e sparare death metal 24 ore su 24, 7 giorni su 7 dallo stereo della mia camera da letto). Quindi...abbiate pietà. Non prenderò il Premio Nobel per la letteratura. Non vedo l'ora di condividere alcuni dei momenti più ridicoli della mia vita con voi. State sintonizzati e lavatevi le vostre cazzo di mani. Dave"



I Foo Fighters hanno rinviato a causa del Coronavirus tutte le date del "The Van Tour" previste fino a maggio. Il tour celebra i 25 anni di attività e porterà la band nelle stesse città toccate con il primo tour del 1995. I Foo Fighters si sposteranno, si spera, in Europa dove sono attesi anche in Italia con un solo show il 14 giugno a Milano per I-Days Festival

Intanto il nuovo album dei Foo Fighters è concluso, anche se le registrazioni sono state tutto fuorché semplici come raccontato dallo stesso Dave in un'intervista sull'ultimo numero di Mojo. Per lavorare al disco, infatti, Big Dave e soci si sono recati in una villa del 1940 che, a quanto pare, ospitava entità soprannaturali e dispettose:

" Appena iniziato a registrare abbiamo capito che qualcosa che non andava. Tornati il giorno dopo in studio le chitarre erano tutte scordate, i settaggi fatti sul banco avevano stranamente tutti i livelli a zero. C'erano delle tracce che non avevamo mai messo e ascoltandole non si sentiva alcuno strumento registrato ma solo un microfono aperto che prendeva i suoni della stanza. Non riuscivamo a sentire delle vere e proprie voci o qualcosa che si riuscisse a interpretare davvero, ma sono sicuro che stesse accadendo qualcosa, c'era il suono ma anche le cattive vibrazioni.

La band ha poi pensato anche di nascondere alcune telecamere per cercare di catturare il momento: "All'inizio non si vedeva niente e in quel momento abbiamo pensato di essere tutti scemi e fuori di testa, poi abbiamo iniziato a vedere cose che non saprei come spiegare. Abbiamo scoperto la storia della casa successivamente ma ho dovuto firmare un contratto che mi impedisce di raccontarla perché il proprietario sta cercando di venderla. Quindi non posso svelare cosa è accaduto lì in passato ma questi episodi a distanza ravvicinata ci hanno spinto a concludere il disco nel modo più veloce possibile."

Proprio perché Grohl non riesce a starsene senza far niente, non contento di un tour da fare o recuperare e di un nuovo disco in uscita, ha anche trovato il tempo di lavorare a un documentario dal titolo "What Drives Us" dove con 'drive' sì riferisce sia al verbo guidare, nello specifico guidare il classico furgoncino sul quale tutte le band rock della storia hanno mosso i primi passi, che a 'drive' inteso come spinta, energia, la carica che ha portato dei ragazzi con grandi sogni a diventare rappresentati del rock nel mondo.

Il film è infatti una collezione di racconti fatti da musicisti di fama planetaria - da Paul McCartney e Ringo Starr a The Edge degli U2, da Lars Ulrich dei Metallica a Steven Tyler degli Aerosmith - che spiegano cosa li ha spinti a lasciarsi tutto alle spalle per mettersi su un furgoncino, con tutti i disagi del caso, e gettarsi in avventure improbabili, bar, risse, stazioni di polizia e viaggi interminabili da un club all'altro.

"Anche noi abbiamo ancora il van del nostro primo tour - ha detto Grohl in un'intervista - anche se è poco più di un cassone arrugginito pieno di strumenti su quattro ruote, ma rappresenta qualcosa di speciale. Mi sono reso conto che tutti gli artisti, in qualche modo, hanno iniziato allo stesso modo e per le stesse ragioni. Perché mai dovresti voler mollare il tuo lavoro, fare un borsone, un sacco a pelo, buttarli in un furgone stipato con i tuoi amici puzzolenti e lasciarti la tua vita alle spalle per fare musica? Tutti gli artisti lo fanno per le stesse ragioni e hanno storie simili, e penso che questa sia la chiave per diventare dei musicisti gratificati, qualcuno che si sente grato del fatto di potersi svegliare, salire su un palco e suonare. Perché lo fai con il cuore e comporta tante battaglie, tanti sacrifici, di avventura, di sofferenza, di alti e di bassi".




Dave Grohl è arrivato su Instagram : @davestruestories