Logo Radiofreccia

Cerca

Effettua una ricerca nel sito di Radiofreccia

Entra nella
community di Radiofreccia

possiedi già un account?
oppure
FAQ:
  29 luglio 2020

Bob Dylan e il mistero dell'incidente

Il 29 luglio 1966 Bob Dylan, all'apice del successo, fu costretto a fermarsi a causa di un incidente in moto. O forse no?

29 luglio 1966, sono passati 54 anni da quando un episodio rimasto nella storia del rock diede il via a un periodo lontano dalle scene per Bob Dylan.

Il cantautore era all'apice del successo nonostante le controversie per la sua svolta elettrica, era passato solo un anno dalle polemiche del Newport Folk Festival, e in meno di dodici mesi aveva pubblicato due album che sarebbero diventati iconici: Highway 61 Revisited e Blonde on Blonde. Per non parlare della serie infinita di date dal vivo, le aspettative crescenti e un senso di malessere e sfinimento che stavano cominciando a conquistarlo completamente.


In fuga dalla città

Per cercare di fuggire alla città Dylan si era trasferito dal Greenwich Village di New York City in una zona a nord della Grande Mela che sarebbe diventata ben presto famosa, l'area di Woodstock, dove cercava di ritagliarsi il proprio spazio tra uno studio e un palco in compagnia di sua moglie.

Una delle cose che Dylan amava fare e che in qualche modo riuscivano a slegarlo da quel senso di oppressione, però, era andare in moto, una passione che aveva coltivato sin da ragazzo quando aveva acquistato un modello della Harley.

Nel 1964 comprò invece una moto della Triumph, nello specifico una Triumph T100, un veicolo da 500cc che divenne il suo destriero per gli anni a seguire e sul quale viaggiava anche quel 29 luglio del 1966.

Il successo, sì, Dylan era nel bel mezzo di quel vortice in cui era stato scaraventato dal suo stesso talento e dai risultati raggiunti in classifica da una delle sue più grande hit di sempre, Like A Rolling Stone. L'effetto fu una girandola senza sosta di viaggi, alberghi, palchi, e stanchezza senza fine dopo sei mesi in tour.


L'incidente

Ma torniamo al luglio del 1966, Dylan ero andato a trovare il suo manager Albert Grossman a West Saugerties, nei pressi di Woodstock, e stava tornando a casa. Dietro di lui sua moglie Sara Lowndes, sotto la sella della sua Triumph che ad un certo punto scivola - c'è una versione che incolpa una macchia di olio, un'altra il sole accecante - e lo scaraventa per terra causandogli una frattura delle vertebre che lo obbligherà ad uno stop.

O forse no?

L'episodio è uno dei tanti avvolti nel mistero del rock e nessuno sa davvero cosa lo causò, o se avvenne davvero. L'incidente non è mai stato registrato da alcuna parte, nessuna ambulanza è mai stata chiamata sul luogo dell'avvenimento e l'incertezza della scena, all'epoca, fece girare voci su possibili danni cerebrali.

L'unica cosa certa è che l'incidente, o il presunto tale, diede a Dylan la possibilità di cancellare i suoi impegni e staccare la spina per un po'.

Grossman aveva già organizzato un altro tour che venne annullato insieme a tutti gli altri impegni previsti e Dylan ne approfittò per chiudersi nella sua casa di Woodstock, segregato, in isolamento lontano da tutti e finalmente in grado di godersi la tanto desiderata quiete familiare.

Nella sua autobiografia, Chronicles, Dylan racconterà: "Ho fatto un'incidente con la moto e mi sono fatto male, ma sono guarito. La verità è che volevo fuggire da quella routine. Avere dei figli mi aveva cambiato la vita e mi fece allontanare da tutto ciò che succedeva al di fuori di casa. Al di fuori della mia famiglia nulla mi interessava più di tanto e iniziai a vedere le cose in modo diverso".

Dopo l'incidente

Che sia avvenuto davvero o no, l'incidente regalò a Dylan una pausa dai palchi che durò otto anni, fatta eccezione per alcuni casi isolati come quello dell'Isola di White nel 1969.

In studio, però, le cose erano differenti e dopo alcuni mesi di riposo, l'estate seguente chiamo la band, anzi The Band, e registrò in casa oltre cento canzoni che vennerò poi pubblicate nel 1975 in The Basement Tapes. In quel periodo Dylan approfitto anche per iniziare a lavorare al suo prossimo disco, un inaspettato ritorno alle sonorità folk e country che verrà pubblicato sul finire del 1967, John Wesley Harding, primo di una serie di dischi in cui Dylan cambio più volte stile di scrittura ed eseuzione come Nashville Skyline e il criticato Self Portrait.

Che si avvenuto davvero o no, quell'incidente, da lì Dylan non fu più quello di prima e inizio un percorso completamente nuovo nella sua carriera.


Bob Dylan e il mistero dell'incidente